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Riccardo Orizio

Belfast: ultima sfida nelle strade dell'odio
Fra i guerriglieri di Shankill e Falls Road: "Nessuno osi svendere il nostro sangue". Marciapiedi dipinti con i colori delle due fazioni e sentimenti opposti nelle strade di Belfast

Corriere della Sera, 11 aprile 1998

BELFAST - A dividerle ci sono solo una caserma senza finestre, piena di filo spinato e telecamere accese, e un prato coperto di immondizia. Una volta c'era anche un cancello blindato, simile a una diga, che si apriva e chiudeva e lettronicamente dall'interno della caserma. Da qualche mese lo lasciano quasi sempre aperto. Ma Shankill Road e Falls Road, le due strade che simboleggiano il conflitto nordirlandese, sono molto più lontane l'una dall'altra dei 50 metri che servono per attraversare questa terra di nessuno. Mentre al castello di Stormont, su una collina dove l'alta borghesia di Belfast si mischia senza distinzioni politiche o religiose, i leader politici firmavano l'accordo, nelle due roccheforti dell'odio la gente comune ha atteso con ansia il risultato del negoziato. I pregiudizi, la violenza, l'intimidazione, i sentimenti di opposta lealtà, la Storia stratificata in secoli di incomprensioni, tutto nelle Falls e a Shankill viene dipinto sui muri.

All'inizio di Shankill i marciapiedi sono stati dipinti in rosso, blu e bianco, i colori della Union Jack che sventola su tutto il Regno Unito. Ai lampioni delle Falls, invece, ieri mattina hanno appeso decine di tricolori irlandesi verde-bianco-arancione, la bandiera dello Stato al quale la maggioranza dei cattolici vorrebbe appartenere.
A Shankill le formazioni paramilitari come la Uff o la Udf dipingono murales giganteschi, dove si mischiano il fucile, il vecchio simbolo unionista del palmo della ma no (più esplicito di un «no»), fumetti di eroici guerriglieri con il passamontagna che gridano slogan come «Un'isola, due nazioni», o «Da 2000 anni resistiamo all'aggressione irlandese». Pochi metri più in là, sull'altro lato della barricata, i mur ales mischiano la Madonna e Bobby Sands, il guerrigliero dell'Ira che si fece morire di fame in prigione. E di fianco alla sede del Sinn Fein, una garritta così blindata da sembrare sempre sotto assedio, un dipinto spiega l'amara realtà che sta alla base di un conflitto religioso e nazionalista, ma anche sociale: «Dodici dei 16 quartieri più poveri di Belfast sono a West Belfast», cioè nella parte cattolica. «I murales servivano ad arruolare i giovani e ad alzare il morale della gente. Ma non credo che ora ne verranno dipinti altri. Vogliamo chiudere con il passato», dice Jacki Philipps, 42 anni, presidente dell'associazione dei negozianti di Shankill Road.

Jacki ha un supermercato famoso: il 23 ottobre del 1993 un terrorista-kamikaze arrivato da Falls Road massacrò se stesso e molte altre persone. Si diceva che, al piano di sopra, ci fosse il quartier generale di uno dei tanti gruppuscoli militari protestanti. «Ho perso un amico in quell'attentato. Molti di noi hanno perso parenti e amici. Ma ci siamo resi conto di non poter vincere con la violenza. Sa perché siamo pronti a fare la pace? Perché non ne possiamo più del sangue. Guardi, a me piace molto il calcio. E oggi sento che è giusto chiudere la partita così: con un pareggio». Se quello di ieri sera è un pareggio o un autogoal, è la domanda segreta che tutti si fanno. Anche Mary, una vecchietta uscita da una casa popolare di Falls Road, dice: «La pace? Purché ci sia anche la giustizia. Mi guardi: io sono poverissima, cosa ci guadagno?». Lungo Shankill Road ci sono 11 club fondati dalle formazioni paramilitari protestanti. Posti dove ragazzi coperti di tatuaggi, di professione disoccupati con sussidio, alle 4 del pomeriggio sono già chiusi a bere birra. Esattame nte come fanno i «lads», i ragazzi delle Falls, al club celtico dove una montagna di muscoli perquisisce chi entra. Da una parte e dall'altra, anche a pace firmata, non si permetterebbe certo a un nemico di entrare. Ma è sufficiente non essere una faccia conosciuta per essere consigliati di girare al largo.

«Speriamo che non ci svendano. Con tutto il sangue che abbiamo versato, sarebbe un maledetto errore», dice Pat, un muratore sui 40. Quando gli chiedi se è mai stato coinvolto nella lotta arma ta ti risponde, con una faccia che scoraggia la richiesta di ulteriori dettagli: «Ovvio». I protestanti sono una minoranza in Irlanda. I cattolici sono una minoranza in Irlanda del Nord. Entrambe le fazioni ritengono di aver sofferto più dell'altra. «La pace? Ci sputo sopra», dice un altro muratore a Fall Road. E sputa davvero, su quel marciapiede di periferia. Smobilitare gli eserciti non è mai facile. E in Irlanda del Nord ora bisogna convincere quelli che l'hanno voluta, questa pace: la gen te comune. Come dice il vecchio Bert: «Abbiamo così tanto dentro di noi, che non possiamo schiacciare un pulsante e far finta di aver cancellato tutto».

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