Talk of the Devil
Riccardo Orizio

Nicaragua, esilio dorato per ex brigatisti
Corriere della Sera
9 aprile 1996

MANAGUA - In Italia hanno combattuto lo Stato e le sue leggi. In Nicaragua invece sono protetti dallo Stato e dalla Costituzione. E anche se i sandinisti non sono più al potere da sei anni esatti, per un gruppo di irriducibili che ora tengono famiglia l'immunità continua. Con l'immunità, prosegue anche la vsita da privilegiati in un Paese che ogni giorno sprofonda in una miseria senza precedenti.

E' questo il percorso rivoluzionario dei dieci italiani ricercati dalla nostra giustizia per terrorismo o con un passato da fiancheggiatori dell'eversione che - per meriti ideologici - oggi possiedono un passaporto pienamente legale e valido della Repubblica del Nicaragua. Un Paese senza trattato di estradizione con l'Italia, la cui Costituzione per di più vieta di consegnare i propri cittadini ad autorità straniere. View reportage >>

 

 

Kosovo, gli zingari nella spirale dell'odio
Corriere della Sera
27 giugno 1999

PEC - Era il passaporto per la salvezza. Una parola d'ordine che, anche nei momenti peggiori, teneva lontani i saccheggi, gli incendi, le devastazioni. Gli abitanti di una casa di mattoni rossi vicino alla stazione dei pullman l'avevano pennellata in fretta e furia tre mesi fa, all'inizio dell'inferno, quando i serbi bussavano porta a porta per compilare la lista degli amici e quella dei nemici. La scritta diceva, in grandi lettere di vernice bianca: Romi Koce, casa zingara. E una croce serba faceva da sigillo di garanzia. View reportage >>

 

 

Turchia: “La mia giornata a cucire jeans vale 6.600 lire”
Corriere della Sera
12 ottobre 1998
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ISTANBUL - Ore 8 della mattina nel quartiere di Kagithane, periferia di Istanbul, lato europeo del Bosforo. Le strade sono piene di buche e di fango. Il cielo è un tetto di smog. Dalle corriere scendono gli operai delle fabbriche della Sanayi Mahallesi, una zona industriale semiabusiva che pullula di stabilimenti tessili e officine meccaniche. Le ragazze hanno il velo, i maschi indossano giubbotti di pelle nera. View reportage >>

 

   

Turchia: “Ho 12 anni, cucivo cinture, in nero”
Corriere della Sera
12 aprile 1999

ISTANBUL - Ci puoi raccontare la tua storia?
«Sono nata il 16 agosto 1983. Questo è il mio documento di identità. Mi chiamo S.A. Ho iniziato a lavorare alla fabbrica Bermuda di Istanbul il tredicesimo giorno dell'ottavo mese del 1995. Avevo 12 anni. Non mi hanno mai assicurata. Venivo pagata alla fine della settimana, in contanti e senza ricevuta. View reportage >>

 

   

Albania: piccoli schiavi albanesi cuciono scarpe italiane
Corriere della Sera
9 febbraio 1998

TIRANA - Bambini schiavi che lavorano per le aziende italiane. Succede in Albania, a poche decine di chilometri dalle nostre coste, dove ragazzini di 9 o 10 anni sono pagati 120 lire ogni due tomaie di scarpe che cuciono per conto di industrie calzaturiere italiane. «Da 4 anni - racconta Erdita, che ha 13 anni e abita nella bidonville di Shijak, a 30 chilometri da Tirana - cucio con l'ago i pezzi di cuoio che una vicina ci porta a casa ogni giorno, dentro sacchi di plastica. Cucio il più possibile, anche se mi fa male. View reportage >>

 

   

Cipro, ecco le banche dei boss che sfruttano i clandestini
Corriere della Sera
12 gennaio 1998

Non ci sono profughi curdi e navi-carretta, nei vicoli scalcinati di Lefkose. Ma è in questo brutto paesotto militarizzato, dall'aspetto a metà tra la caserma e il bordello di periferia, che la tratta dei clandestini ha il suo vero approdo. Ed è qui, nella fantomatica capitale dell'autoproclamata Repubblica Turca di Cipro Settentrionale, a un'ora e mezzo di volo da Istanbul, che transitano i mille e uno misteri dell'increccio affaristico-mafioso-politico legato al commercio di profughi. View reportage >>

 

   

Grecia: a Patrasso nel campo-profughi dei disperati
Corriere della Sera
3 gennaio 1998

PATRASSO - «'Taliano! 'Taliano! Vieni qui. Ripeti quello che hai detto. Ci volete dare l'asilo politico? Ma sei sicuro? Solo a chi arriva a Otranto o a tutti quanti? E quando scade l'offerta? Guarda queste botte sulla caviglia. E guarda questa mano fasciata. Sono stati i carabinieri di Brindisi, tre settimane fa. Era il mio quarto tentativo e, come le altre volte, mi hanno ributtato indietro, qui in Grecia, usando le maniere forti. Perché ora dovrebbero aver cambiato idea, quei carabinieri? 'Taliano, ascoltami. View reportage >>

 

   

Curdi: l’accusa di una donna in fuga: “I turchi ci vendono il visto per l’esodo”
Corriere della Sera
4 gennaio 1998

ARGYOSTEFANOS (Atene) - E' in tuta e zoccoli, con qualche traccia di smalto sulle unghie. Peserà sì e no quaranta chili, con la frangetta sugli occhi verdi. Ma gli omaccioni baffuti del campo-profughi di Argyostefanos, un sobborg o-bene a 20 chilometri da Atene, dipendono tutti da lei: è l'unica che parla inglese. Per le 150 persone accampate nell'ex albergo abbandonato di questo villaggio greco, tra poltrone rotte e pezzi di abatjour, la fragile Hero è l'unico mezzo per comu nicare con il mondo esterno. Ma la curda Hero ha anche una propria storia da raccontare. View reportage >>

 

   

Bosnia: il volo in Italia di Aladdin, l'angelo biondo con le piccole grucce
Corriere della Sera
14 agosto 1995

BIHAC - Aladdin è partito con un gelato in mano. Suo papà teneva le grucce. Sanja aveva raccolto tutta la sua breve vita in una bellissima valigia dei sogni: la scatola di cartone del ferro da stiro comprato dalla mamma prima della guerra. Dentro tesori preziosi e struggenti: una ciabattina di gomma, una sola, quella del piede destro; uno specchietto, un rossetto nuovo, del cioccolato, una bambolina e un pettine di plastica. View reportage >>

 

   

Sudan. “Ho assistito alla tratta dei neri, 180 mila lire per uno schiavo”
Corriere della Sera
17 febbraio 1998

Sembra un dagherrotipo tratto da un archivio storico dell'Ottocento: una lunga fila di ragazzini seminudi camminano lenti nel deserto; li guida un uomo in sottana bianca - forse un arabo - che nasconde il volto; il sole è quello eterno dell'Africa, in un angolo del Sudan meridionale che si chiama Madhol.
La fotografia, invece, viene dalla cronaca dei nostri giorni. View reportage >>

 

   

Londra, l'ospedale delle cavie umane
Corriere della Sera
29 luglio 1997

LONDRA - Gabor H. è uno studente ungherese biondo, di 21 anni, con la barba lunga e i vestiti sporchi. Cinque mesi fa ha lasciato Budapest per venire a Londra: di giorno cammina per Trafalgar Square o Piccadilly, di notte si rifugia nelle case occupa te dagli squatters, con il suo zaino. Dentro Gabor ha tutto ciò che gli serve: libri, magliette e soprattutto un pezzo di carta con stampato un indirizzo e un numero di telefono. View reportage >>

 

   

Rapper, berberi e vecchie signore: il popolo di Diana
Corriere della Sera
3 settembre 1997

LONDRA - «Ehi "man". Vuoi sapere cosa ci fa qui uno come me? "Love", ecco perché. Lei era una dea dell'amore. E anche se noi "rapper" abbiamo una brutta reputazione, non siamo tutti violenti. Diana l'ho incontrata nel '90 in una discoteca di New Yor k. Avevamo scherzato. Amava la musica, era una di noi. E ora, "man", sono venuto a dirle "Dio ti benedica", "God Bless"». Al chilometro 2 della fila davanti a Saint James Palace, Elvis Ashu detto «House», 21 anni, scuote l'amuleto appeso al collo. View reportage >>

 

   

Qualcuno giochera' con questi palloni
Corriere della Sera
22 dicembre 1997

INDIA - Chissà a chi finirà in regalo, questo Natale, il pallone numero 8 8014966 950103 della premiata ditta Globo Sport Spa. A vederlo, nella capanna di lamiera dove vive la famiglia di Githa, è una morbida meraviglia di cuoio bianco, cucita interamente a mano e - come ricorda il marchio - «di misura ufficiale per la pallavolo olimpionica». View reportage >>

 

   

Ecco i documenti della Cia su ebrei romani e spie SS
CNNitalia.it e La Repubblica
27 luglio 2000

COLLEGE PARK (Maryland) -- I nazisti avevano una insospettabile gola profonda in Vaticano: il monsignore irlandese O'Flaherty, che rappresentava la Croce Rossa Usa. Gli agenti segreti delle SS trasferivano grosse somme di denaro tra Milano e Roma grazie al cardinale Ildebrando Schuster. I servizi segreti nazisti erano in costante contatto con aristocratici come Tassillo von Furstenberg (il genero del senatore Agnelli) e Junio Valerio Borghese, in vista di un nuovo Reich senza Hitler. View reportage >>

 

   

Belfast: ultima sfida nelle strade dell'odio
Corriere della Sera
11 aprile 1998

BELFAST - A dividerle ci sono solo una caserma senza finestre, piena di filo spinato e telecamere accese, e un prato coperto di immondizia. Una volta c'era anche un cancello blindato, simile a una diga, che si apriva e chiudeva e lettronicamente dall'interno della caserma. Da qualche mese lo lasciano quasi sempre aperto. Ma Shankill Road e Falls Road, le due strade che simboleggiano il conflitto nordirlandese, sono molto più lontane l'una dall'altra dei 50 metri che servono per attraversare questa terra di nessuno. View reportage >>

 

   

Gente di Belfast / Cattolici, Protestanti, Terroristi, Vittime
Bernadette, Bert e gli altri: piccole storie intrecciate al grande dramma
Corriere della Sera
12 aprile 1998

BELFAST - La Storia di questi ultimi trent'anni di tensione in Ulster è fatta di tante storie personali. Cattolici e protestanti, impegnati in politica e non, pacifisti convinti e terroristi: ora la gente di Belfast affronta, per la prima volta, la prospettiva della pace. Ecco cinque delle loro storie. View reportage >>

 

   

Vialli, il calcio punto e a capo: "Che stress in B, sono invecchiato"
La Repubblica
8 marzo 2002

LONDRA – Dura la vita nei bassifondi del calcio inglese, a metà classifica della serie B più feroce di tutte le serie B d’Europa. Dura la vita di periferia, anche se il tuo presidente si chiama Elton John. Anche se hai una villa da 4 milioni di sterline, 6,5 milioni di euro, a Hampstead, quartiere chic di Londra. Anche se la tua fidanzata è una bella arredatrice di stile molto Sloane Square, con doppio cognome e un gusto impeccabile. Dura la vita anche se il tuo club vende il portachiavi nero, rosso e giallo con il tuo volto sopra: View reportage >>

 

   

Una giornata con un soldato italiano a Pec. Dalla colazione nell'ex comando di polizia a tutte le emergenze dell'odio
Corriere della Sera
8 luglio 1999

PEC (Kosovo) - Quando gli hanno chiesto se voleva andare in missione all'estero, questa volta Felix voleva rispondere di no. È vero, viene da un paese in provincia di Gorizia che si chiama Ronchi dei Legionari, nome propizio per chi fa il suo mestiere. È vero: quando corre sulle scale dei condominii sbrecciati di Pec, con l'M-12 Parabellum che in un attimo potrebbe fare ta-ta-ta-ta, ha grinta da vendere e gli vengono fuori paroline non proprio dolci dirette ai criminali di ieri, quel li che hanno ammazzato gli albanesi, e ai criminali di oggi, quelli che bussano casa per casa per rubare, minacciare, cacciare i vecchi se sono serbi o zingari. View reportage >>

 

   

Il giallo del singalese killer
Corriere della Sera
7 gennaio 1999

COLOMBO (Sri Lanka) - «Sì, l'ho uccisa io la dottoressa Grego. Quella sera ho perso la testa e l'ho accoltellata. E da quel momento non ho più avuto pace: tengo sempre una sua fotografia in tasca, la sogno ogni notte, prego per l ei e per la sua famiglia. Tutti i giorni vado al tempio, qui nella periferia di Colombo, e piango. Sono stato in pellegrinaggio al tempio della città di Kandy, dove è custodito il dente sacro di Buddha. View reportage >>

 

   

Gran Bretagna: i misteri del dottor Morte, prigioniero nella cella di vetro
La Repubblica
24 luglio 2002

LONDRA - La cella del dottor Harold Shipman è trasparente, come quella del dottor Hannibal Lecter, il serial killer del "Silenzio degli innocenti": tre mura di mattoni e una - quella che dà sul corridoio - tutta in plexiglass. Gli altri 600 detenuti ne stanno alla larga e la chiamano "la vasca dei pesci": serve ad evitare che il pesce più pescecane del carcere si prenda la soddisfazione di suicidarsi. View reportage >>

 

    Bokassa or Duvalier? Saddam has yet to select his exit lines
The Times
January 04, 2003

How does a dictator fall? What goes through the mind of a ruthless ruler, accustomed to being obeyed and feared, when his fortress begins to crack and the writing on the wall points to "ex"? Like many tyrants, Saddam Hussein will deny even the possibility of defeat until it stares him in the face - and may refuse to see it even then. View reportage >>