Lost white Tribes
Parola del diavolo.

CORRIERE DELLA SERA
14 Novembre, 2000
Viaggio tra i bianchi dimenticati, di Ettore Mo
Nel suo libro Tribù bianche perdute, Riccardo Orizio racconta i suoi incontri coi discendenti dei vecchi colonizzatori occidentali, rimasti a vivere nelle terre conquistate dai loro avi, dove hanno gradualmente perso la lor o identità e adesso sono «troppo bianchi per appartenere al Nuovo Mondo e troppo scuri per identificarsi con quello Vecchio». Sono perfettamente d' accordo con Rysderz Kapuscinaski che, nella prefazione, parla di «racconto affascinante». La scorriban da dell' autore comincia
dallo Sri Lanka, dove all' inizio del 1600 arrivano gli olandesi, i Butch Burghers, che ora bevono arrak sulla veranda delle loro case ricordando il tempo in cui erano i padroni dell' Isola: «Adesso - confessa uno amaramente - siamo diventati degli estranei nel nostro stesso Paese». Un gran bel salto ed eccoci nella Giamaica, che secoli fa vide arrivare coloni di origine tedesca, stabilitisi a Seaford Town.

Quando l' Isola divenne indipendente (nel ' 62), i tedeschi cerc arono di adeguarsi ai costumi locali, alla musica di Bob Marley, ma si sentono lo stesso spaesati, pochissimi parlano tedesco ed è probabile che ai loro compatrioti darebbero lo stesso avvertimento offerto nel 1836 da una loro antenata: «Non venite assolutamente in questa terra». Né pare sorte migliore sia toccata ai discendenti degli immigrati americani (tutti sudisti fuggiti dagli States dopo la sconfitta della guerra civile) che sbarcarono in Brasile verso il 1830 per arricchirsi nelle pianta gioni di cotone, canna da zucchero, caffè.
Riccardo Orizio non registra canti di gioia neanche tra i polacchi di Haiti, discendenti dei fanti arruolati in Polonia ai primi dell' 800 dal cognato di Napoleone, il generale Leclerc, per domare la rivolta degli schiavi neri nell' Isola, e che invece si schierarono con il Bonaparte Nero, Dessalines, massacratore dei bianchi. Oggi si parla della piccola Polonia dimenticata di Haiti, povera gente con gli occhi azzurri, che venera ancora la Madonna Nera di Czestochowa.

Per Duvalier, les polonaises erano soltanto i «negri bianchi d' Europa». In Namibia, dov' era governatore il padre di Goering, troviamo i discendenti dei Baster tedeschi, tribù bianca di guerrieri e muratori; e nella Guadalupa, i Mati gnon francesi, attratti dalla canna da zucchero. Ma la storia è sempre la stessa, così come denuncia il sottotitolo del libro: Viaggio tra i dimenticati. Ottima la prosa di Orizio: svelta, tesa, capace di definire con pochi tratti la cupa desolazione di questa gente, prigioniera della propria storia.